L’ipnosi è reale?

Moltissime sono le false idee diffuse in merito all’ipnosi. Da un lato è anche comprensibile che questo sia accaduto negli anni in quanto è un argomento molto introverso e di difficile comprensione se non si posseggono conoscenze preliminari di psicologia.

Cos'è l'ipnosi?

L’ipnosi è un meccanismo psicologico reale e fisiologico che non ha nulla a che vedere con la magia o l’esoterismo. Nonostante essa non venga ancora largamente compresa dalla maggior parte delle persone, le ricerche medico-scientifiche continuano a portare prove del suo funzionamento e delle sue potenzialità se utilizzata in combinazione con altri strumenti terapeutici.[1][2]

È soltanto un effetto placebo?

La risposta è: potrebbe. Nonostante ciò, uno studio condotto dall’università di Stanford ha dimostrato che lo stato di trance indotto da un’ipnosi porta a due conseguenze:

  1. Una diminuzione dell’attività di un’area del cervello chiamata corteccia cingolata anteriore
  2. Una maggiore attività di connessione fra la corteccia prefrontale dorsolaterale e il lobo dell’insula. Questa connessione mente-corpo fa sì che nello stato di ipnosi si sia molto più consapevoli di quello che succede all’interno del corpo rispetto ad un normale stato di coscienza.

Che effetti collaterali ha?

Generalmente una seduta ipnotica non ha effetti collaterali quando eseguita in condizioni controllate. Nonostante ciò alcune persone riportano di aver sperimentato lievi mal di testa, sonnolenza, vertigini o ansia momentanea.

Personalmente, dopo aver praticato ipnosi per anni mi è capitato solamente una volta che la persona di fronte a me sperimentasse qualcuno degli effetti sopraindicati.

Per cosa può essere utilizzata?

L’ipnosi può essere utilizzata per coadiuvare terapie volte a curare una vasta gamma di disturbi:

  • fobie
  • ansia
  • depressione
  • balbuzia
  • obesità
  • dipendenze
  • e molti altri…

Come funziona: la struttura della psiche

Nei primi anni del ‘900 il famosissimo neurologo austriaco Sigmund Freud rivoluzionò il pensiero occidentale definendo il concetto di inconscio (già introdotto negli anni dell’illuminismo da Jean-Jacques Rousseau, Immanuel Kant e altri).

Freud definì un modello topografico in grado di “dare un volto” alla psiche umana, provando a spiegare quindi come quest’ultima funzionasse e si manifestasse nei comportamenti umani.

Questo è un modello dei primi del ‘900 e attualmente non è più accettato come modello definitivo della psiche, in quanto è stato verificato che contiene delle inesattezze non riconducibili alla psiche umana. Nonostante ciò ci è utile allo scopo che ci siamo prefissi: comprendere il funzionamento dell’ipnosi.

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Fig. 1: Struttura della psiche umana secondo Freud

Nell’immagine sovrastante possiamo vedere il modello ad iceberg proposto da Sigmund Freud in cui compaiono tre parti fondamentali:

  • Conscio: Il conscio è la parte, per l’appunto, cosciente della nostra psiche, ossia quella che ci consente di formulare ragionamenti, di percepire le sensazioni esterne e di rapportarci con il mondo esterno.
  • Preconscio (o subconscio): Il subconscio è quello strato che si pone subito al di sotto del conscio ma al di sopra dell’inconscio. Questa è quella “regione” della nostra psiche che immagazzina tutti quei ricordi e conoscenze che possiamo riportare alla nostra coscienze attraverso uno sforzo mentale. Ad esempio quando dobbiamo ricordare il nome di una persona che conosciamo attingiamo alle memorie presenti nel subconscio e lo riportiamo alla nostra attenzione con uno sforzo mentale.
  • Inconscio: L’inconscio è la parte più remota della nostra psiche ma è anche la più vasta (vedi l’immagine soprastante) e quella a cui non possiamo accedere in modo cosciente. Nell’inconscio risiedono tutti quei contenuti (ricordi) e quelle pulsioni (Freud parla di pulsioni sessuali) che se venissero portate alla coscienza sarebbero causa di sofferenza psicologica.

I meccanismi dell'ipnosi

Quando viene indotta, l’ipnosi consente per un momento di abbassare le barriere della nostra parte conscia e di arrivare fino all’inconscio.

È questo il motivo per cui quando un ipnotista dice al soggetto ipnotizzato che “ora dimenticherà il suo nome” questo, quando si sveglierà, non riuscirà a pronunciarlo. Egli lo ricorda ancora, ma a livello inconsapevole non riesce a pronunciarlo proprio come fosse realmente scomparso. Questo rende chiaro il ruolo dell’inconscio nelle nostre azioni quotidiane.

In conclusione

L’ipnosi è uno strumento con delle valide ed evidenti potenzialità e, se usato nel modo corretto, si può rivelare uno strumento molto potente in grado di migliorare la qualità della vita.

Pubblicato da Gabriele Feudo

Studente di Medicina e Chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionato di sport a corpo libero, psicologia e scienza.