Il Long Covid: un avversario (In)visibile

“La salute mentale è uno degli ambiti più trascurati della salute pubblica. Quasi 1 miliardo di persone convive con un disturbo mentale, 3 milioni di persone muoiono ogni anno per il consumo dannoso di alcol e una persona muore ogni 40 secondi per suicidio. E ora, miliardi di persone in tutto il mondo sono state colpite dalla pandemia COVID-19, che sta avendo un ulteriore impatto sulla salute mentale delle persone”

Ad un anno dallo scoppio della pandemia, la Società Italiana di Psichiatria ha revisionato sistematicamente i sopracitati ed allarmanti dati riguardanti il tema Covid 19 e salute mentale – probabilmente non tutti sanno che il 10 Ottobre è la Giornata mondiale della salute mentale, ma (quasi) tutti conoscono più da vicino quei sintomi cronici o persistenti come disturbi del sonno, ansia, stanchezza cronica, disturbi della memoria, depressione … gli esperti hanno battezzato questo “disturbo post traumatico da stress” in una vera e propria sindrome detta “Sindrome Covid a lungo termine (LTCS)” o, comunemente, “Long o Post Covid“.

Il LTCS: imparare a definirlo

Secondo alcune osservazioni raccolte da Organi Istituzionali importanti, come  NICE (National Institute Health and Care Excellence), SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) e RCGP (Royal College of General Practitioners), si può dividere clinicamente la malattia causata da Sars-CoV-2 in tre fasi:

  • Fase acuta: segni e sintomi da Covid 19 fino a 4 settimane;
  • Fase sintomatica ed in evoluzione: dalle 4 alle 12 settimane;
  • Long o Post Covid: segni e sintomi che perdurano oltre le 12 settimane (durante o dopo l’infezione) incompatibili con altra diagnosi di una malattia alternativa;

A seguito delle seguenti linee guida, lo stesso direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge è stato al fianco degli scienziati per definire clinicamente le condizioni di quei pazienti sopravvissuti soprattutto ad un periodo in terapia intensiva (PICS o Sindrome post terapia intensiva): oltre al danno d’organo come difficoltà a deglutire, a parlare etc gli stessi pazienti hanno infatti riportato un danno neurologico non differente. 

“Il Long Covid colpisce persone di tutte le età, molte delle quali senza condizioni preesistenti. Questi sintomi possono essere variabili, recidivanti e remittenti e possono colpire cuore, polmoni, colonna vertebrale, cervello e stomaco in combinazioni imprevedibili”

Una malattia multisistemica e professionale

 Chi li ha definiti “piccoli guerrieri“,  altri ancora come “angeli in corsia“: medici, infermieri nonché tutti gli operatori sanitari e volontari come la CRI (Croce Rossa Italiana), impegnati in prima linea in una situazione così gravosa che, più volte ha minacciato il loro benessere psicofisico e soprattutto,  la loro sicurezza in ospedale: dall’utilizzo per molte ore dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) e spesso inadeguati alle ore interminabili dei turni di lavoro, ore ancor più stressate dai livelli di ansia, depressione e impotenza nel non poter salvare quante più vite umane possibili.

Dunque, alla luce di queste fragilità, non sorprenderebbe il fatto che, tra i richiedenti tuttora aiuto alla telemedicina per un supporto psicologico, non mancano all’appello, non solo tutte quelle persone contagiate che avevano subito un lutto o aventi familiari in terapia intensiva, ma anche gli stessi agenti della polizia, gli operatori sanitari e tutti i volontari impegnati in prima linea e, non per ultimi, tutti coloro che, sembrano invisibili asintomatici, resteranno ancora provati psicologicamente e non solo. 

Demoralizzazione e vittime del lockdown

A seguito dell’emergere di nuove varianti, Il tema del lockdown è purtroppo una condizione tuttora attuale – immancabile la sfiducia del popolo, ma a pagarne il prezzo più alto sono gli esercizi commerciali , i ristoranti e altre figure professionali come gli artisti coinvolti violentemente in questa “girandola di provvedimenti”, inizialmente azionata da  un mancato rispetto delle misure di distanziamento fisico (oltre che sociale)!Ad esempio, pensiamo solo alla DAD (didattica a distanza) per i bambini e, di conseguenza, alla gioventù bruciata da una dipendenza online (senza considerare il crescente abuso di alcol e marijuana); e, ancora, impressionante  l’aumento di disturbi alimentari (dall’anoressia all’ iperfagia bulimica) e non per ultime, le numerose e crescenti vittime di violenze domestiche (le donne sono state riconfermate come la fascia più colpita ancora una volta).

“Questa pandemia ha cambiato la visione delle cose e fatto emergere fragilità, insicurezze […]. Siamo stanchi come i maratoneti all’ultimo giro, ma è proprio per questo che dobbiamo stringere i denti, guardare avanti, fare la differenza e scrivere insieme il nostro domani.”

– Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana

Fonti

Pubblicato da Noemi Maria Giorgiano

È iscritta al quinto anno di Medicina e Chirurgia all'Università de La Sapienza (Latina) ed è impegnata nella organizzazione di Iniziative Culturali per tutti gli studenti. È appassionata verso la continua ricerca sperimentale applicata nel campo della Chirurgia e alla corretta divulgazione delle argomentazioni scientifiche.