La fecondazione assistita

Diventare genitori è una tappa della vita per molti fondamentale e, tuttavia, non sempre così facilmente raggiungibile.

Infertilità e sterilità: qual è la differenza?

L’infertilità viene definita dall’OMS come una condizione in cui una coppia dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali costanti e non protetti non riesce ad ottenere una gravidanza, nonostante la presenza di un buono stato di salute apparente dei partner. In caso di infertilità, spesso la gravidanza inizia ma poi non viene portata a termine (aborto spontaneo).

Si parla, invece, di sterilità quando vi sono condizioni fisiche in uno o entrambi i membri della coppia facenti sì che non sia mai nemmeno possibile un inizio di gravidanza; questo può verificarsi, ad esempio, per azoospermia nell’uomo (mancata produzione di spermatozoi) o sindrome di Rokitansky (assenza congenita di utero e tube nella donna). È quindi una condizione più grave dell’infertilità, sebbene spesso i due termini siano utilizzati come sinonimi.

È chiaro che tali situazioni possono generare angoscia e frustrazione all’interno della coppia, che comincerà anche a dare un valore diverso all’atto sessuale, rischiando di risultare, a questo punto, finalizzato alla sola procreazione.

Le tecniche

Grazie all’avvento delle tecniche di procreazione assistita, introdotte diversi decenni fa, è stato possibile ovviare in larga misura a questi problemi.

Con ‘’tecniche di procreazione assistita’’ si intende l’insieme di procedure (chirurgiche, ormonali, farmacologiche) che permettono agli individui di procreare; si distinguono quelle di primo e quelle di secondo livello:

Primo livello: inseminazione intrauterina -> il liquido seminale del partner o di un donatore, già esaminato e trattato in laboratorio, viene inserito all’interno dell’utero della donna, favorendo in questo modo la fecondazione (processo che avviene fisiologicamente nelle tube uterine e che consiste nell’unione della cellula uovo con uno degli spermatozoi). Spesso, per garantire la riuscita di tale tecnica, la si fa precedere da una stimolazione ovarica con farmaci (clomifene) o ormoni (gonadotropine) che favoriscono la crescita dei follicoli ovarici.

Secondo livello: fecondazione assistita in vitro: quello che normalmente si verifica all’interno della tuba uterina (la fecondazione) viene effettuato in laboratorio e solo successivamente la cellula uovo fecondata viene trasferita in utero (embryo transfer). È detta ‘’di secondo livello’’ perché impiegata, generalmente, dopo ripetuti fallimenti di inseminazione intrauterina. Come quest’ultima, può essere fatta precedere dalla stimolazione ovarica farmacologica/ormonale.

Nell’ambito della fecondazione assistita in vitro esistono due principali tecniche che permettono la generazione di un embrione:

  1. FIVET: ogni ovulo, precedentemente ottenuto mediante opportuna stimolazione ovarica, viene lasciato libero di interagire spontaneamente con migliaia di spermatozoi, aspettando che uno di essi lo fecondi;
  2. ICSI: da considerarsi un ‘’aiuto alla natura’’, prevede l’iniezione meccanica di un singolo spermatozoo direttamente all’interno dell’ovulo. Questa viene effettuata per lo più nei casi di liquido seminale di bassa qualità.                                

In entrambi i casi, come risultato finale si ottengono più embrioni, alcuni dei quali vengono scartati perché non ritenuti idonei. Di quelli restanti, i migliori vengono trasferiti in utero, in un tempo che varia dai 2 ai 5 giorni dalla fecondazione, mentre gli altri saranno crioconservati.

Per crioconservazione si intende un processo che permette il congelamento di cellule e tessuti (in questo caso i nostri embrioni) in azoto liquido. Ciò dà la possibilità di utilizzarli successivamente, nel caso in cui la gravidanza non sia andata a buon fine o nel caso in cui si desideri un altro figlio (risparmiando, in questo modo, di ripetere tutta la procedura descritta sopra).

Le tecniche di secondo livello hanno una maggior percentuale di successo rispetto all’inseminazione intrauterina (primo livello), ma sono più ‘’impegnative’’ e molto più costose. Sarà ovviamente il medico ad indirizzare la coppia verso l’una o l’altra tecnica, in base al caso specifico e, quindi, alle caratteristiche dei due partner.

Oltre le tecniche di primo e secondo livello, esistono anche quello di terzo livello (fecondazione mediante GIFT), meno utilizzate perché maggiormente invasive e richiedenti anestesia generale.


Fecondazione omologa ed eterologa

Si parla di fecondazione e di inseminazione omologa quando, per la procedura, vengono utilizzati i gameti (spermatozoi ed ovociti) della coppia; la fecondazione e l’inseminazione eterologhe si hanno, invece, nel caso in cui venga richiesta la donazione anonima dell’ovocita e/o dello spermatozoo.

Attualmente la modalità eterologa, in Italia, è possibile solo per coppie di sesso diverso, sposate o conviventi, con diagnosi di sterilità o infertilità irreversibile, ed è possibile effettuarla sia in centri privati che pubblici (pochi e con lunghe liste d’attesa).

La legge italiana invece non prevede il ricorso ad essa per le donne single o per le coppie dello stesso sesso.

Rischi

Un primo rischio è legato alla stimolazione ovarica, che può sfociare nella cosiddetta ‘’sindrome da iperstimolazione ovarica’’, dovuta all’aumento dei livelli di ormoni estrogeni nell’organismo, che a sua volta fa seguito al maggior sviluppo follicolare associato alla somministrazione di farmaci/ormoni alla donna.

Il quadro clinico che si riscontra in questa sindrome varia in base alla gravità della stessa: si passa da casi più lievi, in cui si hanno dolori addominali, nausea e vomito, aumento delle dimensioni delle ovaie, a casi più severi.

Inoltre, come emerge dai dati, quando si ricorre ad una procedura di procreazione assistita vi è un aumento del rischio di parto prematuro, di alterazioni della placentazione, di diabete gestazionale, visto che non si tratta di una gravidanza insorta spontaneamente; sarà quindi necessario tenere la gestante sotto controllo ancor più accuratamente di quanto non si faccia per le gravidanze naturali.