COVID: come funziona e confronto con l’influenza stagionale

Che cos'è il SARS-CoV-2

Il SARS-Cov-2 è il nome assegnato al nuovo coronavirus identificato intorno a metà dicembre 2019 a Whuan, in Cina. COVID-19 è invece la malattia causata dal virus SARS-Cov-2.

Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una “polmonite di causa sconosciuta”[1]; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici.

I coronavirus sono virus che circolano tra gli animali e alcuni di essi infettano anche l’uomo. I pipistrelli sono considerati ospiti naturali di questi virus, ma anche molte altre specie di animali sono considerate fonti. Ad esempio, il Coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV) viene trasmesso all’uomo dai cammelli e la sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-1 (SARS-CoV-1) viene trasmesso all’uomo dallo zibetto. [Ministero Della Salute]

La diffusione della malattia venne comunicata per la prima volta dalle autorità cinesi all’Organizzazione Mondiale della Sanità il 31 dicembre 2019[2].

Come è fatto

“Tagliando in due” notiamo che al suo interno è presente solamente un genoma ad RNA (vedi l’immagine accanto).
Semplificando al massimo, un genoma è un “libretto delle istruzioni” che contiene tutte le procedure che dicono al virus come infettare l’organismo su cui è appena atterrato.

Il genoma virale è contenuto all’interno di una struttura proteica sferica (nell’immagine corrisponde al cerchio grigio) chiamata envelope, alla quale sono attaccate tante piccole proteine (visibili in verde nel disegno) chiamate “Glicoproteine Spike“, la cui funzione è quella di consentire al virus di aderire alle cellule polmonari.

Possiamo immaginare questo virus come un piccolo ragno che si incolla con le sue zampette alle cellule polmonari e, una volta entrato all’interno, libera il genoma e inizia il suo processo infettivo.

Meccanismo infettivo

Ora che conosciamo la struttura del SARS-Cov-2 e a cosa servono gli elementi che lo costituiscono (genomaglicoproteine spikel’envelope), possiamo comprendere in modo più profondo il meccanismo con cui questo virus penetra all’interno del corpo umano e lo infetta causando i vari sintomi conosciuti.

Fase 1: il primo contatto
Il contatto iniziale col virus avviene generalmente attraverso le goccioline di saliva (“droplets”) provenienti da un soggetto infetto durante una conversazione, a causa di uno starnuto o ancor più facilmente da un bacio.
Altre vie di contatto con il virus sono le mani. È possibile infatti che, toccando una superficie contaminata (un tavolo al bar, un carrello della spesa…) e dopo aver portato le mani al viso, il virus arrivi alle vie aeree (naso o bocca) e con l’aiuto della nostra normale respirazione finisca all’interno dei polmoni.

Fase 2: l’infezione


Una volta arrivato all’interno dei polmoni, il SARS-Cov-2 si lega ad una proteina presente sulla superficie polmonare chiamata ACE2. Normalmente la proteina ACE2 controlla alcuni meccanismi antinfiammatori all’interno del corpo umano ma essendo inibita dal virus non è più funzionale.
Appena avvenuto il legame fra il virus e questa proteina, le cellule polmonari “inglobano” il virus portandolo al loro interno. A questo punto il virus libera il suo genoma e inizia il suo processo replicativo infettando tutte le altre cellule.[3]

Confronto con l'influenza stagionale

Arriviamo adesso ad uno degli aspetti più importanti dell’argomento “COVID” e che ha suscitato più dibattiti in assoluto da marzo ad oggi: il coronavirus è paragonabile ad una normale influenza?

Come possiamo facilmente interpretare dall’elaborazione di Giuliano Rizzardini, infettivologo del reparto di Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano, ci sono alcune importanti differenze fra l’influenza stagionale e il covid come i sintomi, la velocità di trasmissione, la durata della malattia (3-5 giorni contro 7-14). nonostante ciò gli aspetti più importanti che hanno fatto sì che l’arrivo di questo nuovo coronavirus facesse scattare un allarme pandemico risiedono nell’impatto che questo virus ha avuto e continua ad avere sulla popolazione.

Da questa illustrazione possiamo vedere chiaramente come la letalità (da non confondersi con la mortalità) sia estremamente più alta rispetto all’influenza stagionale. Inoltre, un altro aspetto fondamentale (probabilmente il principale) che ha contribuito all’attuazione di lockdown multipli quest’anno, è la necessità di ospedalizzazione richiesta dai pazienti covid: 1-2% dell’influenza contro il 15-20%.

L’enorme incremento di richieste dei posti letto in ospedali ha portato velocemente al collasso di tantissimi sistemi sanitari mondiali non pronti ad una pandemia di questa portata.

Considerazioni finali

In ultima istanza è possibile affermare che l’emergenza covid non può e non deve essere minimamente sottovalutata. Utilizzare la mascherina (sopra il naso), lavarsi spesso le mani, mantenere la distanza di sicurezza e tutte le accortezze che possiamo trovare sul sito del Ministero della Salute sono i comportamenti che contribuiranno a tenere al sicuro noi stessi e chi ci circonda.

Pubblicato da Gabriele Feudo

Studente di Medicina e Chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionato di sport a corpo libero, psicologia e scienza.