Cancro e non solo: i “nuovi” vaccini a mRNA

L’avere un quadro completo delle alterazioni genetiche del paziente è una sfida non indifferente che ostacola da oltre vent’anni il buon esito della ricerca nella vaccinazione contro il cancro. Infatti, i tumori hanno la caratteristica di essere eterogenei all’interno della stessa massa tumorale o, addirittura tra lo stesso tumore primitivo e le possibili metastasi a distanza e, perfino, tra le stesse metastasi sviluppatesi in siti differenti. Sfruttare la capacità del sistema immunitario nel prendere di mira le cellule tumorali, proprio come lo è nel combattere le infezioni, non è altro che “un nuovo approccio” alla fase di sperimentazione di vaccini a mRNA contro il cancro – nondimeno, affermare solo adesso che sono in corso studi clinici per lo sviluppo di terapie sperimentali per i pazienti oncologici non è esattamente corretto:

Ci si dimentica spesso che due vaccini anticancro sono già disponibili da anni: la vaccinazione anti-HPV che permette di prevenire circa nove tumori su dieci della cervice uterina, della vulva e della vagina nella donna, del pene nell’uomo, dell’ano e del cavo orale in entrambi i sessi. E il vaccino contro l’epatite B, che elimina il rischio di contrarre l’infezione e di sviluppare negli anni una forma cronica della malattia che può degenerare in carcinoma del fegato. Adesso, i vaccini mRNA per Covid-19 riaprono prospettive importanti per la lotta al cancro.

Prof. Alberto Mantovani, Dr. e Presidente di Fondazione Humanitas

Vaccini tradizionali e vaccini a mRNA

Il vaccino anti Covid-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), conosciuto anche come Pfizer-BioNTech, e il Covid-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 sono ben diversi dai vaccini tradizionali. I vaccini a Mrna funzionano producendo neoantigeni (un antigene è una sostanza estranea che, in questo caso, è prodotta da tumore come conseguenza delle mutazioni che ha subito una cellula inizialmente sana) specifici per ciascun individuo. Una volta prodotti tali neoantigeni, il sistema immunitario si riattiva svincolato dalla soppressione del microambiente tumoraleLa tecnologia a mRNA in cosa si differenzia da quella tradizionale?

  • sicurezza: poiché l’mRNA è una molecola non infettiva e non integrante nel genoma, non c’è rischio di infezione e l’mRNA viene degradato dai normali processi cellulari. 
  • efficacia: varie modifiche rendono l’mRNA più stabile e traducibile, l’mRNA è poco immunogenico e i vaccini a mRNA possono essere somministrati ripetutamente. 
  • produzione: i vaccini a mRNA hanno una produzione rapida ed economica, grazie alla semplicità del meccanismo molecolare utilizzato per generarli (reazioni di trascrizione in vitro). 

Vaccini a mRNA contro il COVID e contro il cancro

La differenza tra i vaccini a mRNA contro il COVID-19 rispetto ai vaccini a mRNA per il cancro risiede nel diverso obiettivo terapeutico. Infatti, gli attuali vaccini a mRNA sono previsti per prevenire la COVID-19 e sono pensati per proteggere l’uomo in caso di contatto con il virus, “informando” il sistema immunitario della caratteristica proteina Spike. Al contrario, i vaccini a mRNA per il cancro sono terapeutici al fine di preparare le nostre difese immunitarie per distruggere le cellule tumorali. Ad oggi, i trattamenti per combattere il cancro sono basati sullo stadio e sul tipo di tumore. I trattamenti anti-cancro finora disponibili sono: la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, la terapia ormonale, i farmaci biologici o a bersaglio molecolare e l’immunoterapia (es gli anticorpi monoclonali sono farmaci che riattivano la risposta linfocitaria antitumorale soppressa attraverso l’inibizione di quelle molecole – o checkpoint – che mascherano il tumore e ingannano il sistema immunitario). 

“L’ immunoterapia non utilizza farmaci che colpiscono direttamente le cellule tumorali, ma utilizza molecole (es. citochine) e cellule del sistema immunitario che possono attaccare in maniera selettiva le cellule maligne riducendo in maniera considerevole la massa tumorale. L’ImmunOncologia, ovvero l’immunoterapia applicata al trattamento dei tumori, è una nuova disciplina va quindi oggi ad affiancarsi a strategie più tradizionali come la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e le terapie biologiche”

Dott.ssa Veronica De Rosa, Ricercatrice del CNR di Napoli

Vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna contro il cancro

Il dr. Ugur Sahin ha sviluppato il vaccino anti-Covid a mRNA della BioNTech, nonchè un nuovo vaccino a mRNA appunto anti-tumorale. Gli scienziati, hanno, quindi, sviluppato un farmaco anti-cancro per il trattamento dei tumori solidi che utilizza la tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) per codificare quattro diverse citochine in grado di promuovere una maggiore attività delle cellule T, cioè un tipo di globuli bianchi del sistema immunitario specializzati nel riconoscimento delle cellule tumorali. La combinazione di mRNA e citochine (immunoterapia) non solo ha avuto effetti antitumorali sul tumore primario ma ha anche inibito la crescita di quelli secondari – a tal proposito, l’azienda Pfizer-Biotech ha reclutato, per il suo protocollo di studio nell’uomo attualmente nella fase 1/2, circa 231 volontari con neoplasie metastatiche

L’ altra azienda leader farmaceutica Moderna ha previsto due programmi di sperimentazione personalizzata per i vaccini contro il cancro, o PCV, e un vaccino contro i neoantigeni correlati a un oncogene comune chiamato KRAS, frequentemente coinvolto in molti tumori particolarmente aggressivi, come nel cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), nel cancro del colon-retto e del pancreas. Con l’approccio personalizzato, dapprima, viene prelevato un campione di tessuto dal tumore di quel paziente e il suo DNA viene analizzato per identificare le mutazioni. A questo punto determinati software confrontano i due campioni per identificare le mutazioni tipiche in un tumore. Al termine di questa operazione, i risultati vengono usati per sintetizzare una molecola di mRNA che verrà inclusa nella preparazione del vaccino. Successivamente, dopo l’iniezione del vaccino a mRNA, l’RNA messaggero induce le cellule di quel paziente a produrre i neoantigeni specifici che, essendo per definizione estranei (e tumorali), vengono alla fine riconosciuti dal sistema immunitario del paziente.

Un approccio combinato per la lotta contro il cancro

La possibilità di combinare i vaccini a Mrna con un anticorpo monoclonale (un anticorpo sintetico creato in laboratorio) per potenziare la strategia di trattamento del tumore, trova adesso e, nel prossimo futuro, nell’ immunoterapia notevoli campi di applicazione. Infatti, l’aumento dell’efficacia terapeutica nonché di miglioramento della sopravvivenza del paziente oncologico è l’obiettivo di attuali studi preclinici che prevedono l’utilizzo di vaccini a mRNA in diversi tipi di tumori, come mammella, melanoma e linfoma. Dunque ben consci dei risultati ottenuti con la vaccinazione a Mrna per l’infezione da Sars-Cov-2 a scopo preventivo, non si può non sperare in un miglioramento dell’efficacia terapeutica nata da un approccio combinato tra i vaccini ad mRNA e l’immunoterapia nella lotta contro il cancro

“Se un giorno saremo in grado di sfruttare la capacità del sistema immunitario di eliminare con precisione gli invasori come il cancro, quello sarà un giorno straordinario

Dr. essa Julie E. Bauman, vicedirettrice del Centro oncologico dell’Università dell’Arizona

Fonti

Pubblicato da Noemi Maria Giorgiano

È iscritta al sesto anno di Medicina e Chirurgia all'Università de La Sapienza (Latina) ed è impegnata nella organizzazione di Iniziative Culturali per tutti gli studenti. È appassionata alla ricerca sperimentale applicata nel campo della Chirurgia nonché alla corretta divulgazione delle argomentazioni scientifiche.